20171122

“Il”Il bambino leopardo” il secondo libro postumo del cooperatore lecchese Daniele Scaramelli


LECCO – (gia.ri) Una bella pagina d'amore verso il lontano paese del Niger. Ancor di più in questi giorni sereni che precedono il Natale. Una storia raccontata in un libro scritto prima della sua morte da Daniele Scaramelli. A presentarlo il 25 novembre alle 17 a Casa sul pozzo Chiara Pasetti scrittrice e critica letteraria del Sole 24 Ore La vendita di “Il Bambino Leopardo” andrà all’ampliamento della scuola primaria di Dabagà nel Niger. Progetto coordinato dall’associazione Les Cultures di Lecco. Daniele Scaramelli (Lecco, 21/07/1952 - Bucarest 25/08/2015) era un uomo colto, curioso, aperto al mondo. Che dell’impegno aveva fatto la sua ragione di vita. Laureato a Urbino in Sociologia a indirizzo industriale, attento ai problemi dei lavoratori, fin dagli anni del liceo ha svolto un’intensa attività politica sfociata in una prima collaborazione con la Cgil della sua città.

Poi, per quasi trent’anni, a Milano, Bruxelles e Vienna, ha lavorato con ruoli dirigenziali in società specializzate nella gestione di progetti di cooperazione promossi dall’Unione europea in diversi paesi dell’Europa orientale, dell’Africa, del centro America e dell’Asia centrale.
Un’attività professionale che lo aveva portato, nella seconda metà degli anni novanta, a risiedere stabilmente a Bruxelles. Tenendo però sempre casa a Lecco, dove tornava quasi ogni fine settimana mantenendo vivi legami e interessi culturali e sociali.
Ha girato il mondo e da ogni viaggio ha portato con sé, con l’interesse, il rispetto per le culture con le quali era venuto in contatto e una sempre maggiore consapevolezza della necessità del confronto. Lettore affamato e infaticabile, cultore della fotografia, scrittore arguto e delicato per la figlia Caterina, ha collaborato fin dalla sua nascita con il gruppo di Cooperazione internazionale di Les Cultures, associazione della quale è stato anche segretario generale e con la quale ha realizzato progetti a sostegno dei bambini e delle donne in Mali e in Niger. Progetti che oggi, proseguendo idealmente il suo viaggio, ci impegniamo a continuare e a sostenere