20171109

Inquinamento domestico, comaschi preoccupati e poco informati

Non bastava l’inquinamento dell’ambiente esterno: a minacciare la nostra salute sono anche i pericoli che si insinuano tra le mura domestiche. 

L’Istituto Superiore di Sanità, ad esempio, stima che il 17% delle abitazioni italiane sia a rischio radon, una sostanza estremamente nociva per l’apparato respiratorio.


Per non parlare poi di monossido di carbonio, polveri sottili, formaldeide o anche acari, tutte sostanze spesso presenti nelle nostre abitazioni, ma che purtroppo non lasciano tracce tangibili. E a Como? Come nel resto d’Italia, anche qui l’informazione è poca: come emerge dall’ultima ricerca1 effettuata dall’Osservatorio di Sara Assicurazioni, la compagnia assicuratrice ufficiale dell’Automobile Club d’Italia, il 42% dei comaschi ammette di averne una conoscenza limitata e addirittura più della metà (54%) ne ignora del tutto l’esistenza.

Tra le minacce domestiche più temute dai comaschi, si collocano ai primi posti le fughe di gas (54%), e a pari merito l’inquinamento dell’acqua e le sostanze nocive nell’aria (42%). Preoccupano anche i funghi delle muffe (sempre 42%), mentre solo il 19% dei comaschi si dice spaventato dagli allergeni, come i comuni acari della polvere, ospiti indesiderati che spesso si annidano tra lenzuola e coperte.

Ma come affrontare i problemi legati all’inquinamento domestico? Secondo gli intervistati della città lombarda, un approccio “fai da te” può essere efficace, areando spesso gli ambienti di casa (58%) e curandone l’igiene e la pulizia (51%). Per contrastare poi le radiazioni derivanti dalle nuove tecnologie, il 49% pensa sia opportuno spegnere tutti i dispositivi elettronici durante le ore notturne o quando non sono utilizzati. 



Meno numerosi, invece, i comaschi che, oltre alle buone abitudini quotidiane, penserebbero di intervenire installando e cambiando regolarmente i filtri per l’aria (16%), o acquistando un depuratore dell’acqua (12%).

Ed è proprio l’acqua potabile di casa che divide i comaschi. Se il 51% degli intervistati dichiara di bere abitualmente quella del rubinetto, il 49% preferisce quella in bottiglia, e uno dei motivi scatenanti è proprio la poca fiducia nella sua qualità e salubrità.

Prevenire, però, è possibile, e conoscere è il miglior modo per contrastare queste minacce, secondo quanto sostiene il 67% dei comaschi. Come? Il 49% vorrebbe ricevere informazioni utili dalle Istituzioni, il 16% si affiderebbe invece a dispositivi tecnologici in grado di fare un check-up della propria casa.