20171113

Mandello sogna con “Il piccolo principe”. E la Insubria Wind Orchestra entusiasma


di Claudio Bottagisi
Voleva regalare emozioni, la Insubria Wind Orchestra, con la serata-evento proposta sabato 11 novembre al “De Andrè” di Mandello. E l’obiettivo, in un teatro comunale gremito in ogni ordine di posti, è stato centrato.

Gli orchestrali e il loro direttore Angelo Sormani, sul palco con l’eccellente narratore Alessandro Molteni, hanno rappresentato (e si trattava di una prima assoluta) come meglio non avrebbero potuto Il piccolo principe di Antoine de Saint-Exupéry. Una fiaba capace di per sé di far sognare, di far sorridere e, appunto, di emozionare. Un capolavoro letterario messo in musica da un compositore di fama e di spiccata sensibilità qual è appunto il maestro Sormani, che ha voluto dedicare quello che è a sua volta un capolavoro, appunto la sua composizione per orchestra di fiati, al padre scomparso un anno fa, proprio quando l’opera del suo ingegno veniva ultimata.

Sul palco del “De Andrè” di Mandello, allora, anche gli adulti sono tornati per una sera sognatori, trascinati e affascinati dalle coinvolgenti musiche proposte dall’orchestra e dall’interpretazione delicata quanto assolutamente professionale e di qualità dei 65 elementi che la compongono, provenienti dalle province di Bergamo, Milano, Como, Lecco, Varese e Brescia.
Di sicuro effetto e di piacevolissimo ascolto, si è detto, anche la voce narrante di Alessandro Molteni, così come le immagini proiettate durante la lettura e l’esecuzione dei brani, a iniziare da Voices of the Sky del compositore americano Samuel Hazo (ispirato ai molteplici stati d’animo che nascono dall’osservazione del cielo) con cui si è aperta la serata, fino a Hymn to the Infinite Sky di Satoshi Yagisawa, brano dai richiami spirituali e simbolici rivolti ancora una volta al cielo con cui si è chiusa la serata, non prima di un meritatissimo bis.

Significativa anche la testimonianza del maestro Sormani letta da Virna Dotti (a lei era affidata la presentazione dell’evento): “Penso che ognuno di noi abbia dentro il proprio piccolo principe con il quale vivere e condividere i tanti momenti di ricerca, conoscenza, passione, gioia, tormento e meraviglia. Comunicare con il piccolo principe è un po’ come ritrovarsi serenamente a parlare con l’amico più caro: è il momento in cui il piacere del confronto e la ricerca di un consiglio diventano ricchezze grandi. L’“ometto” che gira per i pianeti e incontra rose, vulcani, baobab, ubriaconi, re, vanitosi, uomini d’affari e geografi, serpenti e volpi, quando cambia prospettiva e si mette a girare dentro di noi ritrova le stesse situazioni, forse un po’ mascherare e contorte, più o meno evidenti o condizionate dalle esperienze e dalle circostanze ma anche lì dentro ci sono tante situazioni già vissute”.

E ancora: “L’“ometto” dentro di noi allora si forma, diventa grande, cresce grazie alle esperienze e al confronto. Nascono i sentimenti vincenti dell’amicizia e dell’amore, che ritrova e coltiva intorno a lui. Arriva la magìa: come nella divisione cellulare, un “ometto” si divide generando due “ometti” identici e poi ancora, con le divisioni successive, gli “ometti” diventano dieci, cento e ancora di più, ognuno dentro a persone apparentemente diverse ma imprescindibilmente legate dagli stessi forti sentimenti. Che forza, tanti piccoli principe che vivono le stesse emozioni e le stesse passioni ma camminano con gambe diverse, hanno teste diverse e guidano macchine diverse!”.


Quindi la considerazione finale: “Poi sicuramente capita che un piccolo principe decida di partire e cambiare asteroide e allora la magìa si rinnova perché tutti gli altri rimangono ed è come se ci fosse sempre anche lui”. E un tenero messaggio: “Il piccolo principe” è una fiaba dedicata a mio padre. Anche se ha cambiato asteroide, anche lui  è sempre lì”.