20171117

Si conclude sabato 18 nella Cripta del Santuario della Vittoria una mostra sulla prima guerra mondiale curata dall’architetto Eugenio Guglielmi


Di Gianni Riva
LECCO - La  Prima Guerra Mondiale fu un conflitto totalizzante: che coinvolse milioni di cittadini, sia civili che in uniforme.I morti italiani furono oltre 600.000. Ogni città ricorda i propri caduti in monumenti o sacrari.La città di Lecco dedicò ai propri caduti il Monumento sul lungolago e un grande numero di lapidi in tanti luoghi che furono testimoni degli eventi.
Questo percorso vuole dare evidenza alla memoria dei caduti, sulle battaglie, sui corpi militari e su tutti i luoghi coinvolti nel tragico evento bellico. Nella cripta del Sacrario della Vittoria sabato prossimo 18 novembre alle 17 termina una mostra di cimeli di documenti che ripercorrono quanto il lecchese fu coinvolto. In un settore della mostra particolari emozioni per i visitatori la testimonianza della famiglia Airoldi di Pescarenico Due fratelli uno perse la vita sul fronte nel 1016 e l’altro tornò dalla battaglia menomato nel fisico e poi insignito della Croce di Guerra al valore militare, “La mostra ha raccolto una serie dsi materiali – spiega l’architetto Eugenio “Gene” Guglielmi curatore della mostra - che restituiscono il clima culturale delle vicende tra il 1015 al 18 oltre a pubblicazioni d’epoca e la presenza di oggetti che testimoniano anche l’umanità di quelle famiglie che hanno sacrificato la loro giovinezza. Particolare attenzione all’architetto Giovanni Greppi che eseguì l’immagine ufficiale del Bollettino della Vittoria riprodotto sulle facciate di tutti i Comuni e nei Monumenti commemorativi”, La mostra, fino alla giornata conclusiva di sabato prossimo oltre 200 le persone che hanno avuto modo di apprezzare la bontà dell’iniziativa che aveva come scopo tenere viva la memoria di una vicenda bellica che sacrificò la vita di cittadini e militari compresi i lecchesi, “La mostra – conclude il curatore Guglielmi – ha voluto appunto fornire una testimonianza di una memoria di una umanità che ha sacrificato la propria giovinezza e la propria vita per la libertà del nostro Paese”