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Raouf Gharbia, due t-shirt per dire sì alla cultura della convivenza

Le magliette in vendita da questa settimana nelle botteghe equosolidali di Lecco, Mandello, Calolziocorte e Casatenovo


di Claudio Bottagisi
Lui è Raouf Gharbia, italo-tunisino attivo da decenni nel territorio lecchese. Convinto che l’arte possa aiutare a diffondere la cultura della convivenza e favorire la pace tra i popoli, è conosciuto a Mandello per aver proposto negli anni scorsi tre sue mostre, due delle quali allestite presso la sala polifunzionale del Lido comunale e l’altra in sala consiliare. Ha inoltre tenuto alle scuole medie una serie di laboratori sull’identità.

Quest’anno Gharbia ha elaborato un interessante progetto che ha trovato concretizzazione grazie anche alla collaborazione con le botteghe equosolidali del Lecchese e alla sinergia con la cooperativa sociale “Sprint” di Civate, che si occupa dell’inserimento nel mondo del lavoro di soggetti svantaggiati, in particolare di giovani a rischio di esclusione sociale.
Il progetto riguarda la realizzazione di due diverse t-shirt disponibili a partire da questa settimana proprio nelle botteghe equosolidali di Lecco, Mandello, Calolziocorte e Casatenovo e che potranno essere acquistate anche venerdì 8 dicembre in occasione della mostra delle associazioni che come ogni anno si terrà a Mandello (rione Molina) nell’arco dell’intera giornata festiva e che vedrà la presenza di Gharbia al banco della Bottega equosolidale.

Nell’occasione, l’artista spiegherà di persona il significato delle opere e illustrerà il suo progetto, che si propone di diffondere i valori di convivenza e di apertura nei confronti dell’altro, concetti alla base del suo impegno artistico.
Due, si è detto, i soggetti. La t-shirt con la “rosa di Gerusalemme” raffigura appunto una rosa formata da tre petali e rappresenta, nelle intenzioni dell’artista, il sogno e al tempo stesso la speranza di vedere un giorno le tre principali religioni del mondo unite nella pace.
L’altra maglietta è invece dominata dalla frase, scritta in lingua araba, “La terra è il mio Paese”. Già - spiega Gharbia - sarebbe bello considerare la Terra il nostro Paese e considerarci tutti membri della stessa famiglia umana”.

Un’idea, dunque, per un regalo natalizio di “valore” proprio per i contenuti che quel dono potrà trasmettere, oltre che per la grafica sicuramente pregevole e, non ultimo, per la confezione (una scatola di cartone che fa da ideale cornice al disegno riportato sulla maglietta).
Lunedì 18 dicembre, inoltre, per iniziativa dell’Associazione equosolidale Onlus e con il patrocinio dell’assessorato alla Cultura, presso la sala civica di via Dante a Mandello (inizio alle ore 20.45 e ingresso libero) si terrà una serata dal titolo “Pensieri in grafica con Raouf Gharbia”.

L’evento prevede la proiezione di opere dell’artista, musica interetnica e thè caldo.