20160126

Paratie, le possibili road map sono tutte in salita


Sono molte le ipotesi possibili per uscire dal caos paratie a Como, ma nessuna entusiasmante e soprattutto il lungolago è destinato a rimanere un cantiere ancora per anni e i comaschi rischiano di essere gravati di debiti pesantissimi per il futuro.
Le possibilità di uscirne le studia il Comune dopo l’ultima relazione dell’Autorità Nazionale Anticorruzione (Anac) e la conseguente inchiesta penale avviata dalla Procura della Repubblica lariana. La prima ipotesi sarebbe impugnare la decisione dell’Anac e proseguire nella strada già intrapresa della terza variante al progetto. Oppure si potrebbe fermare tutto e aspettare la fine dell’inchiesta penale. Altra ipotesi:  risolvere il contratto aprendo un contenzioso con la società appaltatrice,  Sacaim, oppure risolvere il contratto unilateralmente. Cioè in pratica rinunciare alle paratie in toto. Ma il progetto non può andare avanti così com’è, ci si chiede. Servirebbe di fatto una revisione. Chi la dovrebbe fare? La Regione da parte sua si è detta disponibile a farsi carico dell’intera impresa, finora solo a parole dato che i nodi tecnici sono un freno per tutti. Potrebbe però entrare in gioco il governo, stralciando le paratie dagli impegni sia locali che regionali. Ma sappiamo quali e quanti tempi abbia Roma per prendere una decisione.
Venerdì scorso,al ministerodelle Infrastrutture,a margine di un incontro convocato per discutere del problema della tangenziale,si è parlato anchedi paratie ma  senza soluzioni pratiche per il cantiere infinito che deturpa Como. Intanto paradossalmente la prossima campagna elettorale comunale si accende già infuocata da un tema che è stato un punto fermo della precedente del 2012.