20160415

E dopo il Salone del Mobile di Milano collettiva d’arte nella Sartoria Bassani con la scultrice comasca Ilaria Beretta

Nasce nel piccolo centro della provincia comasca l’installazione scultorea “Autosimilarietà” dell’artista Ilaria Beretta in esposizione nella storica Sartoria
Bassani di via Cesare Correnti, 11, nel cuore di Milano.

La Sartoria Bassani, uno dei luoghi sacri dell’arte sartoriale italiana, ospita da oggi la mostra collettiva Kintsugi: l’arte giapponese del “riparare con l’oro”, che non si limita di essere la stupefacente tradizione di fini tecniche artigianali, bensì l’espressione di una cultura filosofia ben argomentata, articolata e profonda.
All’interessante ed esclusiva esposizione prendono parte artisti e designer che utilizzano materiali diversi: dalla ceramica ai tessuti, dalle fibre alla carta per proposte firmate da Fabiana e Daniela Bassani a Clara Pozzetti.
Anche quest’anno, dunque, in occasione della grande esposizione del Salone del Mobile, la città di Milano ospita l’iniziativa culturale di valorizzazione del territorio e del patrimonio artistico firmato dalle “5 Vie Art+Design”.
La novità in assoluto è proprio la presenza di un’artista di livello internazionale come la
“caslinese” Ilaria Beretta, oggi docente di scultura e multimedialità dopo aver lasciato circa un decennio addietro l’Accademia di Brera di Milano con una laurea con 110 e lode.
Pronta per partecipare il mese prossimo a Treviso all’appuntamento con l’arte internazionale, dove è stata richiesta l’esposizione della sua straordinaria e apprezzata opera “Migrazioni”, Ilaria Beretta ha di buon grado accettato di partecipare all’invito dell’importante appuntamento Milanese proprio perchè la sua installazione “Autosimilarietà”, che esplicita lo stimolo intellettuale alla introspezione spirituale con la testimonianza del linguaggio fisico delle Grotte di Lascaux, tra i materiali più ricercati che la compongono propone proprio l’oro come nobile elemento adeguato alla rimarginazione delle ferite spirituali.
E questo proprio nel rispetto di quella cultura filosofica che tramanda il Kintsugi.