20160511

A COMO è già battaglia elettorale per la poltrona di sindaco


di Lorenzo Morandotti - Manca un anno ma a Como si combatte già sul fronte di Palazzo Cernezzi per conquistare la poltrona di primo cittadino. Due e mezzo finora i contendenti in lizza, nel senso che l’attuale detentore della fascia tricolore Mario Lucini scioglierà la riserva tra un mese. L’altro Mario, Landriscina,  “padre” del 118 a Como e attuale direttore dell’unità operativa Anestesia e Rianimazione dell’Asst Lariana, a inizio 2016 chiamato a gran voce dal centrodestra, entro la fine dell’estate scioglierà la sua riserva.
La candidatura sul fronte del centrosinistra è complicata dal ruolo tattico del Pd, che vede in Lucini il suo candidato naturale. Così non è attualmente la posizione di Paco-Sel sul versante dell’estrema sinistra. Sul fronte opposto, Fratelli d’Italia non ha digerito la nomination di Landriscina cui non sarebbe stato chiamato con un ruolo di primo piano. Chi non ha indugiato è il battitore libero della lista civica che porta il suo nome, Alessandro Rapinese, da una settimana ufficialmente in corsa per la poltrona di sindaco. Sul simbolo scelto, che compare sul sito rapi17.com, vi sono tre piccole onde azzurre sotto la scritta “Rapinese sindaco”.
Indipendentemente dalle ideologie e dagli schieramenti, l’agenda del vincitore sarà particolarmente gravosa. Il centrodestra deve dimostrare di poter far ripartire la città dopo averne perso il comando 4 anni fa, avendo perso la forza propulsiva nei confronti dell’elettorato. Il centrosinistra deve a sua volta avere un candidato sindaco pari al carisma “trasversale” di Landriscina che non è animale politico, e dimostrare di tenere duro e credere nel programma finora attuato solo in parte. Per tutti le patate bollenti sulla poltrona non sono poche: i nodi Paratie e Ticosa che Lucini non ha dimostrato nei fatti di poter risolvere, l’impaccio della Pedemontana e quindi il rapporto con la regione, la cittadella sanitaria e l’ex Opp, il ruolo di Villa Olmo e della cultura e del turismo come valore economico, la crisi economica e in particolare del tessile, e nel complesso il ruolo tutto da inventare di una città né carne né pesce, vaso di coccio tra tanti vasi di ferro, che non ha ancora capito cosa fare da grande. Nella primavera del prossimo anno i comaschi saranno chiamati a eleggere il nuovo sindaco e a rinnovare il consiglio comunale. Nelle prossime settimane, anche in concomitanza con la bagarre del dibattito politico nazionale in vista del referendumo “pro” o “contro” Renzi, la temperatura è destinata a salire anche sul lago.