20160527

Il ricordo di Lorenzo Mazzoleni commuove ancora tanti lecchesi




di Gianni Riva 
LECCO - "Non ho mai avuto l'occasione per conoscere Lorenzo ma assistendo a questa serata così gremita ho capito il grande amore che continua verso l'alpinista" Cosi l'avvocato Vincenzo Torti nuovo presidente nazionale del Club Alpino Italiano. Torti nella sua prima uscita ufficiale come presidente ha scelto la sala del Cenacolo Francescano nel popoloso quartiere di San Francesco dove nacque nel 1967 l'alpinista Lorenzo Mazzoleni eni morto nel 1996 sul K2 (il 20° anniversario cadrà il prossimo 29 luglio).

Le associazioni Namasté di Bulciago, Amici di Lorenzo e dal Cai di Lecco hanno pensato a una serie di iniziative nel suo ricordo, , a cominciare dalla serata dello scorso giovedì  che aveva come  ospiti l'alpinista Simone Moro, reduce dalla grande impresa sul Nanga Parbat e l'assessore regionale e  campione olimpico di canoa  Antonio Rossi. .Lorenzo? "Era il Valentino Rossi dell'alpinismo: un ragazzo estroverso, che sapeva vivere a 360 gradi nel 1992 sull'Everest, c'ero anch'io era la mia prima spedizione, sapevo di avere ancora da imparare e con Lorenzo fu subito intesa. - racconta Simone - e siamo andati subito d'accordo. Forse perché praticamente coetanei, forse perché animati dallo stesso spirito un po' scanzonato: sta di fatto che quella volta, sul'Everest, è nato un legame duraturo, di quelli che reggono anche una volta scesi a vaile. Cosi, a casa, abbiamo presto pensato di combinare qualcosa insieme e la scelta finì sull'Aconcagua, la montagna più alta del continente americano.Il nostro obiettivo era la salita invernale della fantastica parete sud: una delle più alte e difficili della terra. Tutto filò liscio fino a quota 6100: stavamo già esultando - i grossi problemi erano alle nostre spalle - quando il tempo si guastò. Restammo bloccati 5 giorni e la fuga fu terribile, con 2 chilometri di corde doppie nella tormenta, su ogni sorta di ancoraggi: chiodi, nut, spuntoni, bastoncini da neve". Un racconto che ha commosso la mamma di Mazzoleni la signora Dina e le due figlie presenti nelle prime file. Fra gli interventi in sala quello di Peppino Ciresa che conobbe Mazzoleni "Ancora oggi il ricordo di Lorenzo mi commuove. Quel 29 luglio del 96 tutti eravamo felici per la conquista della vetta del K2 ma dopo poche ore la tragedia. Furono giorni terribili che si sono mischiati nella gioia della medaglia d'oro di Antonio Rossi nelle olimpiadi di Atlanta. Due ragazzi cresciuti e formati all'oratorio San Francesco".Fra gli altri eventi in programma per ricordare il ventennale della morte di Lorenzo Mazzoleni anche un mostra e la ristamapa del libro “Namasté Lorenzo Vive” scritto da Oreste Forno. Un invito, quello dei conduttori della serata i giornalisti Anna Masciadri e Marco Magistretti nell'acquistarlo alla fine della serata è stato accolto dai numerosi presenti. Il ricavato va verso quelle lontane popolazioni pakistane povere che Mazzoleni anche dal cielo continua ad amare, E lui rivive in quel piccolo ambulatorio  ad Askole ai piedi del K2 che gli amici costruendolo hanno voluto ricordarlo all'indomani della sua scomparsa su quella momyagna che continua a cpnservarne i resti del corpo.