20161001

CONFCOMMERCIO DELUSA DAL MANCATO TAGLIO DELL’IRPEF

Il presidente Peccati: “Sbagliato il rinvio al 2018, fondamentale ridare fiducia alle famiglie e fare ripartire la domanda interna”

C’è delusione nel mondo di Confcommercio per il mancato taglio dell’Irpef già a partire dal 2017. Infatti, nonostante l’auspicio più volte avanzato a tutti i livelli dall’associazione, la riduzione delle aliquote dell’imposta sul reddito delle persone fisiche sembra ormai rinviata al 2018. . “E’ inutile nascondere il dispiacere per questa scelta del Governo, perché di un’Irpef più leggera ne avrebbero beneficato un po’ tutti - spiega il presidente di Confcommercio Lecco, Antonio Peccati
-  La ricetta per rilanciare un’economia italiana che ancora fa fatica è quella che il presidente nazionale di Confcommercio Carlo Sangalli ripete da mesi: sostenere la domanda interna e rilanciare i consumi. Per farlo il taglio delle aliquote Irpef sarebbe stato fondamentale fin da subito, senza rimandarlo al 2018. Un ulteriore conferma di quanto sarebbe urgente mettere mano all’Irpef arriva dagli ultimi dati Istat sulle vendite al dettaglio. Il calo di luglio testimonia il decrescente clima di fiducia delle famiglie nei comportamenti di spesa. Ha fatto benissimo l’Ufficio Studi di Confcommercio a chiedere nuovamente la riduzione di un punto di ciascuna delle cinque attuali aliquote Irpef a partire dal 2017”. Poi il presidente Peccati aggiunge:  “La ripresa purtroppo è più fragile del previsto, come certificato anche dalla Nota di aggiornamento del Def. L’Istat prevede un Pil a +0,7%, la stima del Governo è leggermente più alta, ma comunque non si raggiungerà il +1% auspicato. Indubbiamente i fattori esterni, dalla Brexit al terrorismo, hanno pesato. Ma resta il fatto che in Italia gli investimenti privati non sono ripartiti, che la disoccupazione giovanile resta troppo alta e che la fiducia delle famiglie è contenuta”. Poi il presidente di Confcommercio Lecco torna su un tema da sempre caro al presidente nazionale Sangalli: il taglio della spesa pubblica. “Ha ragione Sangalli quando afferma che il vero e più grande cuneo fiscale è rappresentato dall'inefficienza della spesa pubblica. E' qui che si deve intervenire con urgenza, tagliando sprechi ed inefficienze per trovare le risorse necessarie a ridurre la pressione fiscale su famiglie e imprese”.

Se queste sono le note dolenti, Peccati evidenzia anche gli aspetti apprezzabili nella Legge di Bilancio pensata dal Governo Renzi: “Siamo contenti che venga mantenuta la promessa di non far scattare le clausole di salvaguardia, evitando così l’aumento delle aliquote Iva. Per disinnescare questa minaccia servono oltre 15 miliardi di euro. Una preoccupazione, quella sull’Iva, che avevamo trasmesso anche al viceministro Morando quando è stato ospite di Confcommercio a inizio settembre. Così come accogliamo positivamente l’abbassamento dell’Iri al 24% per le piccole imprese o un atteggiamento tendenzialmente più favorevole per gli imprenditori che investono”.