20170220

Guido Bontempi a Casa don Guanella. E la comunità educativa ricorda Ugo Balatti





(C.Bott.) Il ciclismo e i campioni del pedale sono di casa al “don Guanella” di Lecco, dove il binomio bicicletta-solidarietà nel corso degli anni è divenuto inscindibile.
Dalla comunità educativa di via Amendola sono passati grandi nomi di ieri e di oggi del mondo delle due ruote, specie da quando la struttura guidata da don Agostino Frasson ha avviato il progetto di agricoltura sociale portato avanti a Valmadrera con impegno, volontà, coraggio e determinazione.

Bicicletta e solidarietà sono state il filo conduttore anche della serata di venerdì 17 febbraio, quando a Casa don Guanella si è tenuta una cena finalizzata a dare nuova linfa alla struttura in fase di avanzata realizzazione in località Piazza Rossè per l’accoglienza, la cura, la formazione e l’inserimento lavorativo di minori a rischio di emarginazione.
Ospite della cena solidale un ciclista di un passato non troppo lontano, Guido Bontempi. Nato nel 1960, professionista dall’81 al ‘95, Bontempi vinse sedici tappe al Giro d’Italia, cinque al Tour de France, quattro alla Vuelta di Spagna e due Gand-Wevelgem.
Apparve come un predestinato già nelle categorie giovanili, dove conseguì numerose vittorie sia su strada sia su pista grazie alla sua esplosività che ne faceva un velocista temibile. Da professionista iniziò subito a farsi valere nelle volate di gruppo vincendo due tappe alla Vuelta e una al Giro d’Italia, dove riuscì anche a indossare per un giorno la maglia rosa.

Non tralasciò l’attività su pista e, dopo essersi laureato campione italiano nel keirin, partecipò ai Mondiali e si piazzò secondo nella stessa specialità. Nella velocità il suo cammino si interruppe in semifinale, quando cadde mentre stava sfidando il dominatore della specialità, il giapponese Nakano.
Su pista Bontempi partecipò ai Mondiali anche nel 1983, classificandosi secondo nella corsa a punti, specialità in cui fu campione italiano. Su strada intanto continuò a vincere tappe nei grandi giri e sulle strade del Giro d’Italia fu autore di grandi duelli soprattutto con lo svizzero Urs Freuler e con Paolo Rosola, come lui originario di Gussago, nel Bresciano.
Seppe farsi valere anche sulle strade del Tour de France, tanto che nel 1986 conquistò gli unici tre successi di tappa italiani della “Grande boucle”.

Chiuse la carriera professionistica con un bottino di 80 vittorie su strada. Non abbandonò però il ciclismo e divenne direttore sportivo, carica che ricopre tuttora per il team kazako della Astana.
Il binomio ciclismo-Casa don Guanella si rinnova poi anche domenica 19 febbraio con la messa in ricordo del mandellese Ugo Balatti. Lui amava correre, nello sport come nella vita. E amava anche rischiare. L’amicizia per lui era un valore e lo è stata fino a quel tragico 19 febbraio 2013, quando Balatti perse la vita mentre era intento a tagliare e raccogliere legna nei boschi sopra Crebbio di Abbadia Lariana, schiacciato dal trattore che lui stesso stava conducendo e che si ribaltò. Da allora sono passati quattro anni, ma il ricordo del mandellese non si è cancellato.

Era un grande appassionato della bicicletta, Balatti, e non a caso quel suo incondizionato amore per lo sport del pedale l’aveva portato ad avvicinarsi a “Casa don Guanella” di Lecco e a stringere un forte legame di amicizia con don Agostino Frasson e con i ragazzi ospiti della comunità educativa.
Per anni Ugo aveva disputato corse su strada, rendendosi peraltro protagonista di belle prestazioni anche nelle “granfondo”. Si era dedicato pure al ciclocross, arrivando a vestire la maglia della Nazionale.
Balatti e il “Don Guanella”, si è detto. Quel legame non si è spezzato neppure dopo la sua morte, tanto che un anno dopo la sua scomparsa lungo la mulattiera che sale da Crebbio e poco distante dal luogo del tragico incidente era stato inaugurato un cippo “in memoria di Ugo Balatti”.

Era stato don Agostino a benedire quel cippo, una croce in legno con al centro una pietra su cui è raffigurata la Madonna della Divina Provvidenza, alla quale è tra l’altro dedicata la cappella di “Casa don Guanella” dove come detto domenica 19 febbraio, quarto anniversario della morte di Balatti, viene celebrata in suo suffragio una messa.

L’appuntamento è per le ore 18. Un rito e una preghiera per tenere viva la sua memoria.