20170309

Sistema Confidi. Il Mise serve 225 milioni sul piatto delle Pmi

Dell’Oca, Api Lecco: “Buon provvedimento. Dare forza ai Consorzi significa sostenere le piccole imprese”


Dopo tre anni di attesa e con il via libera della Commissione europea, il Mise ha sbloccato le risorse, stanziate dalla Legge di stabilità del 2014, per la patrimonializzazione dei Consorzi di garanzia collettiva dei fidi, meglio conosciuti come Confidi: uno dei pilastri del Fondo di Garanzia delle Pmi.


Il decreto ministeriale, in particolare, prevede l’immediata istituzione di un apposito e distinto fondo rischi grazie al quale i Consorzi potranno controgarantirsi per concedere nuove garanzie alle Piccole e Medie Imprese, indipendentemente dalla categoria merceologica e dal settore di attività economica. I 225 milioni stanziati consentiranno l’erogazione di nuovi finanziamenti per un volume complessivo di oltre 1 miliardo di euro.

“Quello dei Confidi è un sistema che, nel complesso, potrebbe essere maggiormente sfruttato dalle imprese, poiché offre opportunità realmente privilegiate per l’accesso al credito tramite la prestazione di garanzie collettive – ha dichiarato Piero Dell’Oca, Responsabile della Commissione Credito e Finanza di Api Lecco e Presidente del Comitato tecnico lecchese di Confapi Lombarda Fidi, Consorzio vigilato da Banca d’Italia di emanazione delle Api Lombarde (circuito Confapi) – Per queste ragioni accogliamo positivamente questa iniezione di liquidità nel sistema Confidi italiano, il più importante d’Europa”.


“La partita per il credito alle Pmi, fattore fondamentale per incentivare la ripresa dell’economia reale, è comunque tutt’altro che finita – ha aggiunto Dell’Oca – Attendiamo, infatti, di conoscere istruzioni precise circa l’assegnazione di queste risorse, sperando che possano effettivamente essere un sostegno per gli investimenti e, in generale, per l’ottimizzazione della struttura finanziaria delle imprese. In sospeso rimane anche la legge delega relativa al sistema dei Confidi, la cui attuazione è stata rimandata con il Milleproroghe. Auspichiamo da questa riforma un netto miglioramento della normativa relativa ai Consorzi, soprattutto tramite l’alleggerimento del carico degli oneri burocratici e procedurali. Siamo convinti, infatti, che la nostra economia abbia bisogno di un sistema creditizio molto efficiente e attento ai territori, in particolar modo alle Piccole e Medie Industrie, che continuano a essere l’asse portante della nostra economia”.