20170512

GIOVANI, LAVORO E SINDACATO: IL 63% DEGLI UNDER34 CHIEDE NUOVE MODALITA' DI RAPPRESENTANZA COLLETTIVA

I risultati di una ricerca promossa dal sindacato Fim Cisl Lombardia

Il 63% dei giovani chiede nuove modalità di rappresentanza collettiva. La metà di chi esprime una domanda distruttura organizzata pensa che la forma più adatta possa arrivareda un rinnovamento degli attuali sindacati (31,7%), mentre perl’altra metà (sempre 31,7%) servirebbero nuovi sindacati, capaci
di superare i limiti di quelli attuali nel rispondere alle nuoveesigenze del mercato del lavoro. Solo il 13% pensa che i sindacatinon siano mai stati utili e non possano esserlo.  Il 18,2% liconsidera rispondenti senza riserve. Poco più di uno su cinque(20,9%) li considera oggi utili ma con attenzione soprattutto allevecchie generazioni e ai pensionati. Sono solo alcuni dati del focussu “Giovani, lavoro erappresentanza”, promosso dalla Fim CislLombardia e condotto dall’Istituto Giuseppe Toniolo a febbraio 2017su un campione nazionale di 2000 giovani dai 20 ai 34 anni,
presentato oggi a Milano nel corso del X congresso del sindacatolombardo dei metalmeccanici Cisl.  “La ricerca nasce dalla nostravoglia di ascoltare le ragazze e i ragazzi per capire meglio i lorobisogni, le loro aspettative e loro paure all’interno di unasocietà e di un mondo del lavoro in profondo mutamento, per poitradurli in risposte e opportunità - sottolinea Enrico Civillini,
segretario generale Fim Cisl Lombardia -. I giovani ci consegnano uncredito di fiducia che non possiamo sprecare e ci confermano che lastrada intrapresa dalla Fim Cisl di rinnovamento, costruzione di
risposte ai nuovi lavori, collegamento virtuoso tra scuola e lavoro,sia quella giusta”. 
I giovani intervistati temono un lavoro con basse condizionieconomiche. Cercano prima di tutto un lavoro che consenta diguadagnare abbastanza per non vivere alla giornata e progettare un
proprio futuro (29,9%). La realizzazione nel lavoro viene spostata
dopo tale obiettivo (25,3%).Il fattore di preoccupazione più importante è il protrarsi dellapermanenza al lavoro delle generazioni più anziane (73%).Rispetto a cosa può favorire le opportunità di lavoro, la solaintraprendenza personale è considerata sufficiente solo dallaminoranza degli intervistati (44,2%). Quasi il 70% ritiene che ilgoverno con le politiche pubbliche e le aziende con i propriinvestimenti possano allargare le possibilità di occupazione. Isindacati, per la maggioranza dei giovani (51,6%) possono avere unruolo positivo sulla possibilità che tali politiche venganorealizzate.
“Oltre ai cambiamenti prodotti dall’innovazione tecnologica edall’automazione, emerge una forte preoccupazione verso glisquilibri generazionali nel mercato del lavoro e nella spesa pubblica
di un paese che invecchia. Tutto questo alimenta un’ampia domandadi rappresentanza nelle nuove generazioni - commenta AlessandroRosina, curatore dell’indagine e docente di Demografia e StatisticaSociale all’Università Cattolica -. Il sindacato può coglierequesta sfida se mostra di essere non solo un utile sportello diservizi e uno strumento per proteggere chi ha un posto di lavoro, ma
soprattutto agendo in modo credibile per migliorare le condiziongenerali per una presenza solida e qualificata delle nuovegenerazioni nei processi produttivi e sociali del sistema Paese”.