20170606

Cinque giorni al voto a Como, partita aperta


di Claudio Redaelli - Chi la spunterà a Como? Chi passerà il turno tra Partito Democratico, che si vuole prima forza politica con il suo candidato (vincitore delle primarie anche se gioca da esterno rispetto al partito)  Maurizio  o il candidato del centrodestra Mario Landriscina? La forbice di voti tra i due è ristretta, ambedue si collocano tra il 30 e il 35% delle preferenze facendo una media dei pronostici.
La Lega punta forte su Landriscina, e infatti ha schierato in campo il segretario federale Matteo Salvini, ripetutamente in visita a Como, il governatore lombardo Roberto Maroni (in attesa che fondi un partito tutto suo per prendere il posto che fu di Berlusconi) che si è speso in prima persona per salvare il lungolago crivellato dal nefasto cantiere delle paratie e così pure fa Forza Italia che ha lanciato la volata al papà del 118 lariano con Mariastella Gelmini. Da sinistra, l’8 giugno si risponderà con la presenza annunciata al Sociale di Como (impegni parlamentari permettendo) del ministro dei beni culturali Dario Franceschini. E quindi la prospettiva è un ballottaggio tra i due per la vittoria finale e la poltrona di sindaco del capoluogo lariano. Presto per dire se sono fuori dai giochi, in chiave ballottaggio, gli altri aspiranti sindaco: Fabio Aleotti, 5Stelle; Alessandro Rapinese, vecchia volpe antagonista dai banchi dell’opposizione in consiglio comunale a palazzo Cernezzi che con la sua lista civica potrebbe raccogliere anche i voti del malcontento pentastellato e si attesterebbe  attorno al  10% così come spera di fare  Bruno Magatti, ex assessore all’Ambiente, meno speranze ha nel quadro di una sinistra divisa Celeste Grossi di La Prossima Como con percentuali più basse. C’è poi da contare a destra la presenza “scomoda” di Francesco Scopelliti, che ha ufficializzato la discesa in campo per ultimo. Da capire anche il ruolo degli indecisi (ivi compresi quelli che rimpiangono che l’attuale sindaco uscente Mario Lucini non si sia ricandidato), per individuare con chiarezza chi governerà una città che   considerati i  mesi spesi nella campagna elettorale, ha un anno di ritardo da recuperare e un’agenda di urgenze grossa così che si chiamano Ticosa, lungolago, parcheggi, autosilo Valmulini sempre inutilizzato, ex area ospedale psichiatrico, cittadella sanitaria nell’ex area Ospedale Sant’Anna, futuro economico legato al turismo tutto da reinventare. Da far tremare i polsi anche al più temerario.