20170606

piccoli comuni sono in crisi e lasciati soli nell'aiutare le comunità. Il caso di Morterone il più piccolo della Regione


di Gianni Riva
 MORTERONE - "Siamo un comune piccolo ma non molliamo anche se lo Stato non ci aiuta". A dirlo è il Sindaco di Morterone Antonella Invernizzi che l'ha voluto esprimere a Lecco nell'auditorium del Palazzo del Commercio in occasioine di un dibattito sulla futura  "Lecco città diffusa". I piccoli Comuni sono in crisi lasciati da soli da uno Stato centrale con il tanto sventolato “decentramento” delle funzioni. Lo Stato ha dimenticato che la sopravvivenza delle piccole autonomie locali per oltre 70 anni si è basata sul trasferimento delle risorse che lo Stato  incassa dal pagamento delle tasse e dei tributi da parte dei cittadini. Uno Stato che ha dimenticato il principio del “mutualismo”, chi è più forte aiuta il più debole.  Come può un piccolo Comune come Morterone con 34 residenti di cui 11 presenti tutto l'anno garantire servizi essenziali ai cittadini con un solo geometra e con un Sindaco tuttofare, giorno dopo giorno?. "Guardo con particolare interesse - sempre il Sindaco Invernizzi - la sperimentale ipotesi di aggregazione con una Lecco città diffusa visto anche la vicinannza dei territori per sopperire a questa agonia, una morte lenta e dolorosa che non vogliamo.Morterone continuerà a vivere" Unioni di Comuni, servizi associati. Addirittura fusioni di municipalità sono i nuovi indirizzi per salvare i piccoli comuni.   Oggi, Morterone è modello di economia rurale, su base locale, ma soffre. Dunque quale futuro ci può essere in un piccolo comune, dove la popolazione invecchia ogni giorno ed i giovani scappano via dalla disperazione? Nessun futuro  se non interviene lo Stato centrale mostrando un’attenzione necessaria per i piccoli comuni compreso Morterone.