20170705

BARBIANA UN LUOGO ABBANDONATO

Enrico Magni
Sono passati cinquant'anni dalla morte di don Lorenzo Milani.
Don Lorenzo Milani nel 1954 viene mandato a Barbiana; è una località del Mugello sperduta e fuori dal mondo. Vi rimane fino alla morte del 1967. Prima di entrare in seminario e diventare prete prende la maturità classica e si iscrive all'Accademia di Brera a Milano. Entra in seminario nel 1943 e viene consacrato nel 1947. 
Nel 1958 pubblica Esperienze Pastorali. Il testo su disposizione del Sant'Uffizio è ritirato dal commercio. Nel 1966 insieme ai ragazzi della scuola di Barbiana scrivere Lettera a una professoressa. Fa appena in tempo a terminarlo. Muore  l'anno dopo a 44 anni.
E' stato un prete scomodo per le autorità della chiesa e non solo.
Gli anni che intercorrono dal 54 al 67 sono anni del post guerra, della ricostruzione, dello scontro frontale e duro tra la Democrazia Cristiana e il Partito Comunista. Uno scontro tra due blocchi di potere ma questa è una storia che si sa o si pensa di sapere.
Quello che colpisce oggi di Barbiana è l'abbandono, la mancanza di cura, di riconoscimento materiale e fisico del luogo.


 


La minuscola chiesa affiancata dalla  piccola canonica se ne sta in un angolo a circa ottocento metri dal livello del mare incastrata dentro un bosco di castagni, su un dosso. Sola. Non ci sono insegne, indicazioni del posto, c'è una strada in terrapieno, un po' asfaltata che s'inerpica su questo clivo.
E' possibile arrivarci solo con la volontà e con l'aiuto del navigatore.
Non c'è nessuno, non c'è un borgo, non ci sono delle case, non c'è una casa. Niente. Castagni e silenzio. L'edificio non è nelle migliori condizioni.
Nemmeno la presenza del Papa è servita per sistemare la facciata di quella canonica, sarebbe bastato una latta di pittura.
Il piccolo cimitero lì vicino, a tre minuti di scosceso, è sconfortante.
Nemmeno la tomba è stata pulita per l'occasione.

E' tutto fermo, abbandonato e tenuto nascosto.
Per qualsiasi cappella votiva vi sono indicazioni, segnalazioni, qui non c'è assolutamente nessun cartello. Non solo gli apparati ecclesiastici evitano di metterci mano anche quelli laici.
Dov'è La Regione Toscana, la Provincia, il Comune?
Il luogo sollecita delle emozioni forti, dice quanto sia feroce e sadico il potere. Il luogo racconta come è possibile annientare il fisico, la psiche di un uomo e come può essere distruttivo e perverso.
La mente si domanda come facesse Don Lorenzo Milani a soddisfare i suoi bisogni primari in condizione di freddo, gelo e come fosse difficile quella condizione di vita.
La mancanza di attenzione da parte di tutte le Istituzioni evidenzia che c'è un desiderio inconsapevole di cancellare questo luogo dalla memoria collettiva.

C'è un rimosso psicologico che va oltre.
Non basta la presenza del Papa per riabilitare don Lorenzo Milani.
Questo è un luogo simbolico dell'annientamento psicologico e morale di chi si oppone al potere  dominante del tempo: il potere trascende il colore, l'appartenza.