20170722

Molteplici temi al centro dell’Assemblea dei Soci di SILEA


Apertasi con una comunicazione da parte del presidente del Consiglio di amministrazione Mauro Colombo sull’avvio della raccolta del sacco cosiddetto “multileggero” (imballaggi, plastica, banda stagnata, alluminio, tetrapak), l’Assemblea dei Comuni Soci di SILEA SpA , presieduta da Virginio Brivio, ha innanzitutto visto l’aggiornamento sullo studio epidemiologico in corso da parte di ATS Brianza, Università di Torino e Tecno Habitat Srl sulla popolazione dei comuni di Annone Brianza, Civate, Galbiate, Lecco, Malgrate, Suello e Valmadrera in merito alle ricadute delle emissioni a camino dell’impianto di termovalorizzazione.


Lo stato di avanzamento dello studio epidemiologico
In particolare è stato riferito come sia ormai in fase avanzata la fase di raccolta e gestione dei dati sulla popolazione, che va a toccare 11.319 indirizzi di abitazioni e 99.548 residenti: conclusa la raccolta degli archivi anagrafici, implementati con l’Anagrafe degli Assistiti Regionale da parte di ATS Brianza per accrescere la numerosità del campione, e terminato il geo-riferimento degli indirizzi di residenza con l’obiettivo di conoscere i movimenti dei diversi soggetti nell’area, entro fine settembre si concluderà la fase di “record linkage” con i dati sanitari attraverso i flussi informativi relativi a mortalità, schede di dimissione ospedaliera, dimissioni al parto e registro tumori. Inoltre è in fase di messa a punto la modellistica di ricaduta delle emissioni a camino dell’impianto. Per inizio 2018 è prevista una prima restituzione degli esiti dello studio.

Indagini di Brescia sul traffico illegale di rifiuti: rispettate le procedure operative.
Il Presidente del Consiglio di Amministrazione di SILEA SpA Mauro Colombo e il Direttore generale Marco Peverelli hanno quindi rassicurato l’Assemblea circa le notizie apparse sulla stampa relativamente al conferimento presso alcuni impianti – tra i quali quello di Valmadrera – di rifiuti da parte della società B&B Srl di Torre Pallavicina, che figura tra gli indagati da parte della Procura di Brescia. In particolare è stato ribadito che SILEA ad oggi non ha ricevuto nessuna segnalazione o richiesta di informazioni da parte dell’Autorità giudiziaria e che si è limitata ad avere rapporti commerciali con detta Società per 826 tonnellate nel 2015 (su 99.000 complessivamente trattate in quell’anno) e 178 nel 2016 (su 101.000 trattate complessivamente).
Il Presidente e il Direttore generale hanno illustrato le severe e rigide procedure che vengono seguite per il ritiro dei rifiuti e hanno ribadito come tutti i rifiuti speciali entrano all’impianto con le necessarie analisi di classificazione e la relativa autodichiarazione del produttore con i dati di origine e ciclo produttivo, oltre a venire quindi controllati a vista, carico per carico, quando vengono scaricati in fossa. Quindi hanno affermato come siano state avviate attente verifiche interne sull’iter seguito e sia stato richiesto un formale accesso agli atti giudiziari e alle fonti investigative. A conclusione di tali verifiche, se venisse confermata ogni estraneità di SILEA alla vicenda, si valuterà come tutelare l’immagine della Società avviando un procedimento come “parte lesa” nei confronti sia della società B&B Srl che di tutti quei soggetti che hanno avuto responsabilità o hanno enfatizzato strumentalmente la vicenda.

Teleriscaldamento: scelta la strada del project financing
In tema di teleriscaldamento, l’Assemblea ha quindi approvato a maggioranza (presente il 71,05% del Capitale Sociale – Contrari Dolzago, Cortenova e Primaluna - Astenuti Molteno, Ello, Ballabio Cernusco Lombardone e Olgiate Molgora) la proposta avanzata dal Consiglio di Amministrazione di SILEA SpA e del Comitato Ristretto di avvalersi della Finanza di Progetto per mettere a base di gara il progetto preliminare della rete e quello definitivo della centrale, imponendo a quanti vi concorreranno di proporre in sede di offerta uno studio di fattibilità con i miglioramenti relativi ai sistemi alternativi di alimentazione della rete da fonte non fossile sostitutivo o integrativo dell’impianto di termovalorizzazione da attivarsi, al più tardi, alla data di scadenza dell’attuale AIA. Ciò in attuazione dell’atto di indirizzo approvato dall’Assemblea lo scorso 11.05.
Al fine di potere valutare e comparare tra loro la progettazione integrativa ed individuare il soggetto promotore, SILEA, avvalendosi della competenza tecnico/ambientale di un soggetto terzo ed imparziale del mondo accademico, provvederà a definire all’interno dei documenti di gara chiari elementi di valutazione e fornire l’indicazione delle possibili fonti di energia rinnovabile alternative al termovalorizzatore.
Come sottolineato, il vantaggio della procedura della finanza di progetto è rappresentato dal fatto che gravano sul soggetto privato (promotore) i costi e i rischi dell’operazione, senza condivisione degli stessi da parte del soggetto pubblico.
L’Assemblea ha anche approvato a maggioranza (0 contrari – astenuti Molteno, Dolzago, Ballabio, Primaluna e Cortenova) la revoca della gara per l’affidamento delle pratiche autorizzative relative alla revisione AIA e VIA per la centrale back up del teleriscaldamento alla luce del fatto che il progetto andrà implementato con un ulteriore fonte di alimentazione.

Delibera ANAC: l’Assemblea si esprime a favore dell’impugnazione
L’Assemblea ha anche proceduto ad approvare a maggioranza (presente il 71,05% del Capitale Sociale – Contrari 0 – Astenuti Ballabio, Cernusco Lombardone, Dolzago, Garlate, La Valletta Brianza, Olgiate Molgora e Santa Maria Hoè) l’indirizzo del Consiglio di Amministrazione di impugnare la delibera dell’ANAC e l’atto di avvio del procedimento da parte del Responsabile Anticorruzione innanzi al TAR, anche con istanza cautelare. I legali a difesa della società hanno infatti ravvisato alcuni profili di illegittimità della delibera ANAC. Tra questi:
a) eccesso di potere per contraddittorietà, in quanto ammette che vi sia stata continuità nella carica di Amministratore con deleghe del Presidente di Silea S.p.A., ma ciò nonostante considera la nomina a Presidente di Seruso come “interruttiva” di tale continuità;
b) violazione di legge: la Delibera considera Seruso ente privato in controllo pubblico di secondo livello, mentre l’art. 1, c. 2, lett. c) del d.lgs. 39/2013 definisce gli enti privato in controllo pubblico come “le società e gli altri enti di diritto privato che esercitano funzioni amministrative, attività di produzione di beni e servizi a favore delle amministrazioni pubbliche o di gestione di servizi pubblici, sottoposti a controllo ai sensi dell'articolo 2359 c.c. da parte di amministrazioni pubbliche, oppure gli enti nei quali siano riconosciuti alle pubbliche amministrazioni, anche in assenza di una partecipazione azionaria, poteri di nomina dei vertici o dei componenti degli organi”;
c) violazione di legge/eccesso di potere per carenza di motivazione, in quanto l’art. 7, c. 2 del d.lgs. 39/2013 dispone l’inconferibilità dell’incarico “da parte di una provincia, di un comune con popolazione superiore a 15.000 abitanti o di una forma associativa tra comuni avente la medesima popolazione”, mentre nel caso di specie è stato conferito dal CdA della Società, ma sul punto la Delibera ANAC non si pronuncia, così come non prende in considerazione nessuna delle tesi esposte dal R.P.C.;
d) Infine ANAC, nella delibera in esame ed in altre precedenti, considera il periodo di raffreddamento di cui all’art. 7, comma 2, del D. Lgs. n. 39/2013 di due anni anche con riguardo “a coloro che siano stati presidente o amministratore delegato di enti di diritto privato in controllo pubblico da parte di province, comuni e loro forme associative della stessa regione”. Tale orientamento, non risulta però essere coerente con le disposizioni del D.lgs. 39/2013 che fa riferimento ad un solo anno, per diverse ragioni: la struttura lessicale dell’art. 7, c. 2 del decreto citato e il riferimento all’ambito regionale, che nella prima parte del comma 2 è presupposto dell’anno di raffreddamento.

L’Assemblea ha altresì condiviso la scelta del Consiglio  di Amministrazione di attribuire nel frattempo al Direttore Generale le deleghe gestionali già in capo al Presidente.