20170711

Settantatré anni dopo, Lecco ricorda l’eccidio di Fossoli

A Lecco  nuova targa e striscione in Municipio per ricordare l'eccidio di Fossoli. Quattro i concittadini uccisi.

LECCO - (gia.ri) Il 12 luglio 1944 a Fossoli quattro kecchesi furono vittime di una rappresaglia avvenuta nel campo di concentramento emiliano in cui trovarono la morte 67 deportati. I nomi:  Lino Ciceri di Acquate, Antonio Colombo di Germanedo, Luigi Frigerio di Laorca e Franco Minonzio di Castello. I lecchesi persero la vita in nome dei valori di libertà e democrazia. Con loro morì anche Leopoldo "Poldo" Gasparrotto, Quest'ultimo, milanese, alpinista lottò contro i nazifasisti ai Piani Erna. A distanza di 73 anni da quell'eccidio Lecco e il suo territorio non li hanno dimenticati.In Municipio, fino al 12 luglio, nel cortile è esposto uno striscione commemorativo e nella via Caduti Leccesi a Fossoli l'amministrazione comunale con l'A.n.p.i, davanti alla sede ALER, hanno reso omaggio ancora una volta a chi lottò e morì per restituirci un Paese libero e in pace.  Un pannello commemorativo e informativo dedicato ai quattro lecchesi. Il pannello, posto in via Caduti Lecchesi a Fossoli, racconta le biografie e le vicende degli antifascisti lecchesi deportati nel campo di Fossoli, vicino a Carpi, un campo di concentramento e transito per ebrei e prigionieri politici in attesa della deportazione in Germania. I 67 prigionieri furono assassinati per rappresaglia il 12 luglio 1944 al vicino poligono di tiro di Cibeno. Nonostante siano passati 73 anni da allora, sulla vicenda gravano ancora molte ombre, non essendo stato possibile individuare i responsabili materiali dell’eccidio. Il Sindaco Virginio Brivio, aggiunge:"Attraverso la realizzazione di questo pannello, vogliamo celebrare i nostri caduti affinché il loro attaccamento agli ideali di libertà e democrazia, la loro lotta per una nuova Italia e il loro sacrificio possano essere guida, stimolo ed esempio per le generazioni future. La nostra storia è scandita da date su cui ogni anno si concentra la nostra attenzione di cittadini e amministratori, come la Giornata della Memoria e la Liberazione". Sempre Brivio: "Credo che sul 27 gennaio e sul 25 aprile anche il più disattento abbia un quadro più o meno chiaro di che cosa si ricorda in queste occasioni. Minore, a mio avviso, è invece l’attenzione e la consapevolezza sul 12 luglio, soprattutto tra i più giovani che sempre più spesso, purtroppo, stanno perdendo le occasioni di ascoltare dai nostri anziani le testimonianze dirette relative a quel terribile periodo storico".