20170929

Una moneta medeghina (1528) donata ai Musei Civici



di Gianni Riva. 
LECCO - Privati cittadini, amanti della storia e in particolare della cultura lecchese, hanno donato ai Musei Civici una antica moneta. Nel 1528 la Corona di Spagna nominava Gian Giacomo Medici "Medeghino" Conte di Lecco e Marchese di Musso. Un vero e proprio Stato con confini, esercito, tribunali e zecche per battere moneta  Volgevano ormai due mesi e terribile la  guerra che Francesco II Sforza, duca di Milano, alleandosi a Svizzeri e Grigioni, aveva intrapreso l' 8 maggio 1531 contro il "Medeghino". Battaglie cruenti  nel tentativo per recuperare i territori di cui quello che si era impossessato il Medici con l'astuzia e con la forza approfittando delle tumultuose vicende dell'ultimo decennio. 

Una guerra che  non accennava ad alcuna rapida soluzione ma il "guerriero" Medeghino nelle feroci battaglie riuscì a vincere. Il professor Gian Luigi Daccò, a nome dei donatori, nel presentare la donazione in una affollata sala al Palazzo delle Paure, ha spiegato l'importanza dell'iniziativa: "Gian Giacomo Medici (1498-1555 ), fratello di papa Pio IV e zio di San Carlo Borromeo, è un personaggio a tutto tondo. Di origine modesta – la lombarda famiglia Medici non aveva nulla a che fare con quella dei Duchi di Firenze "Poco più trentenne . aggiunge il Professor Daccò- comanda una ciurma di pirati che depredano i battelli dei mercanti milanesi e svizzeri che scendono il Lago di Como carichi di mercanzie".
Siamo nei primi anni del Cinquecento quando Francia e Spagna si disputano l’Italia. Diventato poi capitano di ventura inizia una strepitosa carriera al servizio di tutte le bandiere, sempre con il sogno fisso di crearsi una Signoria indipendente. "Non contento il Medeghino - spiega Daccò -  tenta di estendere il suo Stato a Nord nei territori del Canton Grigioni. 

Gli Svizzeri si alleano allora con il Ducato di Milano e gli dichiarano guerra. Con un pugno di fedelissimi il Medeghino riesce a sconfiggere con rapidissime azioni di guerriglia le preponderati truppe ducali e svizzere, in battaglie navali sul lago e terrestri in Brianza". Nel 1532 il Medeghino accettava di vendere il suo Stato al duca di Milano per 40.00 scudi d’oro, una somma immensa per l’epoca. Oggi, come un santo, l’antico conte-pirata è sepolto in un fastoso monumento di marmo nel Duomo di Milano, a lato dell’altar maggiore.Prima della presentazione del Professor Daccò il dottor Mauro Rossetto attuale direttore dei Musei Civici, ha detto: "Nei nostri musei sono raccolti 48 mila referti che raccontano la storia dei nostri territori molti  provengono da donazioni. Questo ci fa capire l'importanza della cultura. Quest'ultima donazione ne è un grande esempio". 
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