20171011

La riqualificazione delle aree industriali dismesse passa dal dialogo e confronto come per la Leuci



di Gianni Riva

 LECCO - "Senza l'aiuto di finanziamenti pubblici è difficile realizzare opere per il bene comune", A dirlo è Alex Pratissoli Assessore del Comune di Reggio Emilia alla Rigenerazione urbana e del territorio con deleghe a Pianificazione urbanistica del paesaggio, Progetti urbani, Patrimonio edilizio.
Il 42 enne amministratore emiliano ha incontrato, nella sala civica di via Seminario, le assocoazioni che si stanno spendendo per il riutuilizzo dell'area File-Leuci lasciata dalla proprietà Relco di Buccinasco e messa in vendita. Un'area gigante da 20 mila metri quadri ormai abbandonata nel cuore della città di Lecco ma piena di ricordi di una comunità e  un territorio cresciuti con il lavoro di  generazioni e generazioni. Le 40 associazioni legate dal  progetto Città della Luce stanno valutando varie possibilità per riappropriarsi di questo spazio e della sua storia. Per questo hanno organizzato l'incontro con l'assessore di Reggio Emilia con lo scopo di ascoltare racconti di riutilizzo di aree dismesse per iniziare un serio percorso di riconversione produttiva e sociale dell’area. Durante l’incontro l’architetto Alex Pratissoli  ha raccontato il progetto di rigenerazione urbana per la trasformazione delle storiche Officine Meccaniche Reggiane (250 mila metri quadri dove lavoravano 20 mila persone) in un polo dell'innovazione, al servizio delle imprese e della ricerca. È il modello di sviluppo economico reggiano basato sulla economia della conoscenza. Qui pubblica amministrazione, imprese e ricerca interagiscono in modo organico ed efficace per potenziare i processi di innovazione, accrescere competitività e valore delle imprese che qui si insedieranno e della intera città. "Dal 2009 - ha detto l'assessore - siamo riusciti a far vivere qui ora 37 imprese con nuovi lavoratori occupando un quarto dell'intera area che rimane industriale non dimenticando il passato ma pensando al futuro attraverso il modello moderno di industria 4.0". Fra le domande del numeroso pubblico quella relativa all'area: "siamo riusciti nell'obiettivo perchè l'azienda era fallita con l'espropio e l'aiuto delle banche creditrici. Ma non è stato facile perchè le associazioni di categoria non hanno partecipato al progetto e per di più abbiamo bonficato l'intera area".