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Una battaglia di guerra nel mare di Creta dove morì un marinaio lecchese 77 anni fa raccontata nel libro "Mi chiamavano Gianni" di Antonella Bolis


di Gianni Riva

OGGIONO - "Con questo libro voglio ricordare la vera vicenda dello zio scomparso nell'affondamento dell'incrociatore  Colleoni. Nel lungo percorso di anni, verso la pubblicazione, ho voluto vedere quel tratto delle acque dove morì". L'autrice del libro "Mi chiamavano Gianni" Antonella Bolis sabato 4 novembre alle 16 nella sala consiliare del Comune di Oggiono presenta la sua nuova creatura libraria.
La Bolis  racconta la vicenda di un  marinaio  lecchese, nativo del quartiere Pescarenico, imbarcato nel 1938 sul regio incrociatore Bartolomeo Colleoni, gioiello della Marina Militare Italiana fino allo scoppio del secondo conflitto mondiale. Gianni è Giuseppe Longhi, da tutti detto Gianni, classe 1918, chiamato sotto le armi nella Regia Marina, come marò addetto ai Servizi Vari sull’incrociatore leggero Bartolomeo Colleoni. L’incrociatore fu affondato dal cacciatorpediniere inglese Ilex e Havock nella battaglia di Capo Spada (Creta) del 19 luglio 1940.Nella battaglia morirono con il Longhi 129 marinai mentre i 525 naufraghi furono raccolti dalla marina  navale inglese ed avviati alla prigionia.La presentazione di "Mi chiamavano Gianni" si colloca in occasione di una iniziativa nata dal  Comune di Oggiono – Assessorato alle culture, tradizioni, autonomie e identità locali e l'Associazione Nazionale Marinai d'Italia Gruppo di Lecco. Sabato 4 e domenica 5 novembre si tiene una mostra di modellini navali e cimeli marinareschi. L’esposizione è allestita nella sala consiliare del Comune e sarà visitabile in entrambi i giorni dalle ore 10 alle 17.30.