20171202

Al Rotary Club Lecco Manzoni si discute di "Scuola e Imprese -interazione scuola lavoro”



Scuola e imprese ospiti al Rotary Club Lecco Manzoni per confrontarsi sulla sempre più pressante interazione sinergica tra il mondo dell’istruzione e formazione, da un lato, e quello del lavoro dall’altro.                                                       Hanno aperto l’incontro i Dirigenti scolastici degli Istituti di Istruzione superiore della nostra provincia; da Merate a Colico, hanno preso la parola Anna Panzeri, Dirigente Scolastica I.I.S. Bachelet Oggiono, Angelo De Battista, I.I.S. "Badoni" Lecco, Giovanni Rossi, Liceo "Manzoni" Lecco,  Raimondo Antonazzo, I.I.S. "Bertacchi" Lecco, Claudio Lafranconi, I.I.P.S.  “Fiocchi” Lecco, Adamo Castelnuovo, liceo scientifico “G.B. Grassi” di Lecco..…………

Comune il sentire: il rapporto tra la scuola ed il mondo del lavoro risponde all’esigenza di introdurre gli studenti in una realtà produttiva in continuo divenire, la cui parola d’ordine è l’innovazione tecnologica, e caratterizzata dall’inarrestabile trasformazione del tradizionale rapporto tra formazione ed applicazione, tra il conoscere ed il fare e lo sperimentare. La scuola deve, così, diventare la più efficace struttura di crescita e di maturazione di nuove competenze, in risposta alla disoccupazione e al disallineamento tra  domanda ed offerta nel mercato del lavoro.
Aprirsi al territorio significa garantire agli studenti un futuro da protagonisti pienamente consapevoli delle proprie scelte ed aspirazioni. Ovviamente, il tutto a prescindere dal tipo di studi intrapreso. Anche se, di fatto, nel nostro territorio sono avvantaggiate le scuole tecniche o professionali, condivisa è risultata la convinzione che tutti gli studenti dovrebbero “sporcarsi le mani”, avere un’esperienza lavorativa.
La parola è passata al mondo imprenditoriale, supremamente rappresentato dai Presidenti delle Associazioni di categoria che operano nel nostro territorio. Sono, così, intervenuti:                                                                                Il Presidente Camera di Commercio di Lecco Daniele Riva,                                    Presidente Confartigianato Lecco, il Presidente di Confindustria Lecco-Sondrio  Lorenzo Riva, il Presidente Confcommercio Lecco   Antonio Peccati, Lanfranconi Oriano e Domenico Calveri Api Lecco, il Presidente Confederazione nazionale CNA  dell’artigianato e piccola e media impresa di Lecco Giovanna Picariello, il Presidente di IML Group  Franco Keller, il Presidente Fontana Group Spa Ceo, Walter Fontana.                                                    Gli industriali Franco Keller e Walter Fontana hanno contribuito, con i loro incisivi interventi, a chiudere una serata dal peso significativo nel dinamico dibattito tra scuola e lavoro, apprezzato l’intervento di Giovanni Bordoni direttore Banca Popolare Di Sondrio.                                                                                                       Univoco il messaggio di allarme: il sistema scolastico italiano prepara gli studenti ad occupazioni che con molta probabilità non esplicheranno mai. E questo, perché il nostro paese pullula di impieghi a rischio estinzione, facilmente riproducibili da algoritmi e robot. Il sistema produttivo richiede conoscenze e competenze in grado di produrre e sviluppare innovazione continua; ulteriore sfida che aggrava la già pesante divergenza tra domanda ed offerta di professionalità.

A detta degli imprenditori, occorre rafforzare il dialogo tra il sistema educativo e il tessuto produttivo. Il nostro paese dovrebbe ispirarsi al modello di istruzione duale tedesco, fondato su un forte apprendistato in alternanza tra scuola e lavoro e su un’istruzione superiore a carattere fortemente professionalizzante. Purtroppo, in Italia il modello in disamina non è mai attecchito, per ragioni culturali che hanno indotto a considerare la manualità un discrimine. Oggi, si sta verificando un’inversione di tendenza, indispensabile per portare avanti una formazione sempre più al passo con la globalizzazione.
La scuola deve tornare ad essere l’habitat ideale per far emergere le inclinazioni degli studenti e, nel contempo, campo problem solving dove provare, imparare, sbagliare, riuscire. A tal fine, deve essere integrata nel mercato del lavoro, per affrontare nuove esperienze con creatività ed intraprendenza.
Senza limiti la soddisfazione della Presidente del Rotary Club Lecco Manzoni, Nicoletta Spagnolo, per una serata dedicata ad un tema chiave della nostra società ben riuscita e condivisa con passione dai tanti partecipanti.
Ha sottolineato come il mondo della scuola sia ricco di docenti fortemente coinvolti e propositivi, mentre il mondo del lavoro abbia energia e forza da vendere. Per questo, il reciproco interscambio di idee e supporti con coinvolgimento delle famiglie può costituire la carta vincente verso nuovi traguardi. Oggi più che mai, ha detto la Presidente, occorre investire in un sistema scolastico che ponga al centro dell’attenzione i giovani studenti, le loro attitudini e le loro aspirazioni, mirando al merito, stimolando la responsabilità e la creatività; tutte premesse ineludibili per far sì che gli imprenditori possano valorizzare al meglio la formazione, traducendola in crescita economico-sociale e benessere per tutti.
La Presidente, sostenuta dal consenso e dall’impegno concreto di tutti gli  imprenditori e docenti presenti, ha assunto l’onere, a seguito del suggerimento di un Dirigente Distrettuale Rotary, Franco Giacotti, di valutare una possibile applicazione che permetta agli studenti di visionare le opportunità di stage offerte dal territorio in convenzione con gli istituti scolastici. 
RAPPORTI CON IL TERRITORIO - Ma dovremo essere capaci di partire dai nostri punti di forza, da politiche che possano valorizzarli, da un cambiamento culturale che esalti ciò che funziona nel nostro paese e diventi un esempio per tutti. A cominciare, come detto, da un nuovo sistema formativo, nel quale siano valorizzate le attitudini e le aspirazioni dei giovani, che ancora oggi sono mortificate da un percorso scolastico dove l’obbligo non fa rima con il merito, che non stimola la responsabilità dei giovani e dove i bisogni degli studenti non sono affatto considerati. O peggio dove la rivendicazione di ruoli e di corporazioni diventa centrale nel dibattito sulla costruzione di nuovi modelli pedagogici e didattici. Investire sulla formazione di qualità, quindi, significa offrire al paese quelle forme di politica industriale di cui ha bisogno.. Per costruire un’efficiente politica industriale anche in Italia occorre quindi ripartire dal sistema formativo, troppo ancorato a sistemi e meccanismi nostro paese è in ritardo nella competizione globale e se le sfide del Rinascimento parlavano la lingua italiana, la contemporaneità e la nuova Rivoluzione industriale 4.0 sono sempre di più made in Germany, Usa e China. La creatività da sola non è più sufficiente per competere nella globalizzazione, nella quale le imprese stanno puntando tutto sulle tecnologie della comunicazione e dell' informazione (Ict), che stanno ridisegnando e creando nuovi settori industriali e con essi nuovi lavori, che solo pochi anni fa non esistevano
Il Si rende sempre più necessario, per gli insegnanti referenti per il rapporto scuola-territorio e scuola-lavoro, migliorare le proprie competenze organizzative e di ricerca.